C'era una volta un genere amato da molti, anche se da molti bistrattato perchè ibrido né carne né pesce, almeno se preso da un punto di vista strettamente "MMORPGistico" (licenza poetica) che però, vista l'assonanza elettiva con gli stessi giocatori dei suddetti e la loro insana passione per i GdR d'azione, ha avuto sempre un posto in prima fila. |
Dopo questa disquisizione formale vi aspettereste l'immancabile paragone con l'ingombrante Diablo III. Li rimando alla fine della recensione e parlo un pò nei dettagli di questa nuova fatica di Runic Games, che è bene ricordarlo, è sorta sulle macerie di Flagship Studios. Anzi, toltoBill Roper, sono proprio loro, Max Schaefer in primis, quelli che lavorarono sul defunto, risorto poi ri-ridefunto e infine ri-risorto Mythos. Ma iniziamo non dai pregi ma dai difetti, per non essere tacciati di uscire la sera con le magliette belle stirate di Torchlight, partendo dal fatto che il multiplayer non va a gonfie vele. Ok che Runic ha più e più volte dichiarato di non essere interessata a mettere in piedi un mondo persistente, ma qui anche il solo giocare online da un bel pò di grattacapi. Non che ci aspettassimo un'integrazione come quella di Blizzard, ma ci eravamo abituati, recentemente, a lasciar perdere le lobby e ad avere missioni sincronizzate in automatico, disputando istantaneamente la partita online. Qui questo non succede, purtroppo.
Ma è una pecca marginale, visto che in single player si gode, e pure parecchio. La grafica, partendo dalla base del primo episodio, ha affinato colori, texture e artwork proponendoci una qualità ancora migliore del suo inconfondibile stile cartoonesque molto ben realizzato. Davvero un piacere per gli occhi, sia per quanto riguarda gli ambienti sia per dungeon, personaggi e mob, oltre ai boss di fine livello. E a proposito di questi, c'è da dire che gli scontri finali, nei dungeon, sono stati infarciti di particolare spettacolarità grazie ai mille minion che fanno da corte al "big" di turno. Producono, alla fine, scontri che si possono protrarre anche per un bel pò ti tempo. Ricordo poi che l'hub sociale in tipico formato cittadino è stato eliminato dall'escamotage della trama, e qui si ha una sorta di limbo magico recuperato dalle grinfie dell'Alchimista (ci sarà l'Estherian Enclave ad accogliervi).
Le classi rappresentano bene i diversi archetipi, ma c'è da notare come l'Outlander ora assomigli, positivamente, a un misto fra il Cacciatore di Demoni di Diablo III e l'engineer di Guild Wars 2 (più che lo stesso Engineer di Torchlight, qui reintrodotto, a parte le torrette), finendo per proporre un bel mix tra i due risultando, almeno personalmente, la classe più divertente da giocare. Anche se lo skill tree delle varie classi è stato rivisto ed ampliato, oltre che bilanciato, propone l'ormai classica alternanza tra possibilità difensive e d'attacco, oltre alle varie mastery. Inoltre, il fatto di poter gestire qualsiasi tipo di arma indipendentemente dalle classi, vi aprirà interessanti prospettive tattiche. Peccato solo che il respec sia possibile solo parzialmente, giusto per gli ultimi tre punti ottenuti, e non in forma totale come in Diablo 3 (eccomi arrivato ai paragoni...).
Detto che gli sviluppatori hanno fatto un lavorone sugli ambienti, sulla varietà dei dungeon e sulla loro profondità, nonchè sull'eccellente design, possiamo facilmente dire che l'AI dei mob è stata decisamente migliorata, e ora vi stupiranno con una reattività superiore: si teletrasporteranno, scapperanno, ritorneranno alla carica, vi tenderanno delle imboscate, vi faranno impazzire... (meglio che in Diablo III), in una girandola di situazioni che vi porteranno a viaggiare attraverso spettacolari canyon, foreste, deserti, e chi più ne ha più ne metta. Il tutto disegnato maniacalmente. Questo sequel è poi molto più ampio a livello di contenuti del primo capitolo: per esempio sono stati inseriti, com'è moda del momento, degli eventi che improvvisamente si scateneranno sotto i vostri occhi in maniera deflagrante e piacevolissima. Cosa succederà? Ordunque: in genere capiterà di uccidere un mob. E allora? Scoprirete che non era un semplice mob. Davanti a voi si aprirà un portale e sarete catapultati in una sorta di arena dove avrete un compito da portare a termine. Principalmente avrete a che fare con un'ondata di mostri che vi tormenteranno durante il suo svolgimento, che potrebbe essere quello di risolvere un enigma come di distruggere alcuni oggetti o postazioni. Qualsiasi cosa sarete chiamati a fare, state certi che qualcuno (direi più di uno...) vi disturberà.
Come al solito, vostro fidato compagno, ci sarà un pet a darvi una mano. Lo potrete diligentemente mandare in città a vendere il superfluo, o farlo combattere al vostro fianco, ruolo che svolge in maniera più adeguata rispetto al primo episodio. Ma non dategli da mangiare del pesce altrimenti potreste avere delle sorprese... divertentissime, a seconda del tipo di pesce il vostro compagno si trasformerà in un animale dai poteri via via diversi per un tot di minuti! Fino a qui, tanto di cappello. Ma se voglio dire di quel tocco in più che fa di Torchlight II un vero must, posso finalmente parlare di un end-game con le contropalle, dove, dopo una campagna principale assolutamente notevole, anche in fatto di ore, vi si spalancherà avanti a voi l'incredibile modalità Plus, che si mangia in un sol boccone incubo, inferno etc. etc. e vi farà affrontare con lo stesso equip e lo stesso livello il gioco daccapo, ma contro mob dall'AI super-iper, e con dei drop spettacolari. Inoltre, in base alle scelte che farete, le mappe saranno generate in modo diverso, rendendo il tutto rigiocabile a ripetizione. Senza contare che, una volta stufi, potrete mettere mano al tool messo a disposizione da Runic Games via community ufficiale e proporre i vostri mod.
COMMENTO
Possiamo senza ombra di dubbio affermare che Torchlight II è un dungeon crawler di levatura superiore. Non avrà l'aurea di hype che ha accompagnato Diablo III, ma a livello pratico costa di meno, non disturba con l'asta con soldi veri, non costringe ad avere una connessione internet per essere giocato, quindi anche in campagna o su un monte col proprio portatile girerà benone e, almeno a larghi tratti, diverte di più. Non c'è il PvP, ma Runic ha più volte detto che piuttosto che mettere insieme un player versus player raffazzonato ha preferito concentrarsi su altri aspetti (ma i duelli ci sono...). Del resto il PvP manca pure a un altro gioco che avrebbe dovuto averlo al day one... E, se considerate che il gioco è stato sviluppato in un tempo mille mila volte inferiore a quelle di Diablo III, e con un team che al confronto con quello di Blizzard praticamente è una one man band potete tirare le vostre considerazioni da soli. Compratelo dai, fatevi un favore.
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