mercoledì 2 gennaio 2013

Mists of Pandaria: Recensione

Pubblicata in esclusiva sull'ultimo numero del nostro magazine, è arrivato il momento di offrirvela anche sul portale. Sono ormai più di sette anni che in un modo o nell'altro World of Warcraft fa parlare di sé. D'altra parte è normale, considerando che ci stiamo riferendo al MMORPG che più di ogni altro ha contribuito a far conoscere un genere.
Un titolo dotato di grande complessità ma allo stesso tempo in grado di regalare ai giocatori esperienze uniche. Dopo ben tre espansioni, in un periodo caratterizzato da un lento ma inesorabile calo di abbonati, il Re dei MMORPG sembra non essere poi così stanco, affidando all'espansione Mists of Pandaria il difficile, ma non impossibile, compito di portare una ventata di novità in un mondo persistente che a detta di molti sembra essersi definitivamente cristallizzato dopo l'uscita di Cataclysm.

Come Blizzard ci ha ormai abituati, gli annuncio sulle novità in arrivo su Azeroth sono state pubblicate con cadenza regolare negli scorsi mesi, e molti giocatori hanno potuto testarne le caratteristiche in prima persona attraverso la lunga closed beta il cui accesso è stato garantito a tutti i sottoscrittori di Annual Pass oltre, ovviamente, a un certo numero di giocatori selezionati direttamente dalla softco. Fin da subito Blizzard ha puntato i riflettori su aspetti che, soprattutto negli ultimi mesi, hanno dimostrato di aver quantomeno bisogno di una revisione, a cominciare da una modifica radicale che ha riguardato direttamente noi italiani.


La localizzazione del client di gioco nella nostra lingua: questa notizia è stata accolta a braccia aperte da quella parte di community che non mastica l'inglese, ma allo stesso tempo non ha indispettito la restante parte, in quanto tale modifica potrà essere applicata a discrezione del giocatore. A corredo della localizzazione arrivano anche due server italiani, dove chiunque potrà sentirsi a casa: Blizzard ha voluto agevolare il popolamento dei neonati server istituendo una fase di character transfer gratuita per i giocatori italiani che avessero voluto spostare i propri personaggi dai server sui quali si trovavano.

Nonostante questa localizzazione arrivi a molti anni di distanza dal lancio. ma d'altronde è ovvio, considerati i numeri che il nostro mercato interno è in grado di fare, Blizzard non ha fatto a meno di celebrare in grande stile il lancio di Pandaria inserendo Milano tra le location in cui nella serata di Lunedì 24 settembre è avvenuta la presentazione ufficiale: eventi paralleli si sono svolti in altre città europee (Londra, Parigi, Mosca, Madrid, etc.) dove i fan più sfegatati hanno potuto ricevere gadget e parlare con gli sviluppatori. I meno fortunati hanno invece avuto modo di seguire lo svolgimento della presentazione grazie alla diretta streaming.


Passando ai contenuti dell'espansione, un altro aspetto di World of Warcraft oggetto di revisione è quello delle tipologie di gioco esistenti: infatti da molto tempo a questa parte i giocatori che vogliono dedicarsi al PvE in maniera saltuaria non hanno altre opzioni che non infilarsi nelle istanze e, per quanto ne vengano aggiunte costantemente anche tramite le major patch, può risultare monotono. Blizzard ha dunque pensato di offrire un'altra opzione, ovvero gli Scenari PvE: si tratta in sostanza di avventure composte da una serie di task da svolgere per raggiungere un obiettivo finale, il tutto caratterizzato da una forte componente narrativa. Sono pur sempre zone istanziate, ma questa volta bastano tre persone per poterle portare a termine, e i giocatori sono in grado di modificare in prima persona l'ordine di svolgimento degli eventi. Gli amanti delle istanze classiche hanno comunque la possibilità di variare la propria esperienza di gioco grazie all'istituzione del Challenge Mode, una sorta di classifica dei giocatori che sono riusciti a portare a termine determinati obiettivi all'interno dei dungeon nel minor tempo possibile.

In più di un'occasione, comunque, Blizzard sembra aver guardato al passato, per esempio nel reintrodurre i boss outdoor. Per il momento ne sono stati annunciati solo un paio, tramite i quali potremo vedere se gli sviluppatori siano riusciti a superare i limiti che, fino ad oggi, non hanno reso poi così vincenti gli encounter di questo genere su WoW. Il ritorno al passato ha interessato, o meglio interesserà, anche il PvP, dal momento che è stata dichiarata da tempo la volontà di superare il sistema che vede i giocatori combattere quasi esclusivamente all'interno di battleground, arene e Tol Barad, in favore di un meccanismo che sposti gli scontri al di fuori delle zone istanziate, e dunque faccia propendere a un PvP realmente open. Tutto ciò al momento rimane comunque una semplice dichiarazione d'intenti, dato che per ora non si sa ancora sotto quale forma l'open PvP verrà rivitalizzato.


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